Erano le 9 e mancava un’ora alla riunione quando Andrea ricevette una chiamata.
“Pronto, fratellone? Sono io, Serena! Come stai?”
“Meglio…” rispose Andrea con voce rauca.
“Mi dispiace così tanto per quella volta… Ti chiamo per sapere se saresti venuto al funerale di papà.”
“No, ho di meglio da fare.”
“Capisco. Comunque, ho sentito che sei entrato nella Safezone, complimenti! Il tuo amico Primo ora è a capo della Categoria VII, la crew che governa la Sicilia.”
“L’ho letto sul giornale. Ora devo andare, fai attenzione.” disse Andrea, e chiuse la chiamata senza aspettare una risposta dalla sorella.
“Andrea!” sentì poco dopo. Si voltò: era Gaia.
“Come stai? Hai dormito bene?” gli chiese.
“No, le zanzare non mi hanno dato pace…” rispose distrattamente.
“Capisco… beh, nella mia camera d’albergo ha smesso di funzionare l’aria condizionata… soffocavo dal caldo!”
“Camera d’albergo?” chiese Andrea, stupito. “Non sei di Torino?”
“È una lunga storia, te la racconterò un’altra volta. Comunque domani lascerò la stanza.” rispose Gaia abbassando lo sguardo.
Lorenzo, Giacomo e Sofia arrivarono proprio in quel momento, e il gruppo entrò nell’edificio.
“Allora, Gaia…” iniziò Lorenzo, “Qualcosa da segnalare?”
“Si, sono riuscita a rintracciare Elena. Adesso è online, spero scriva qualcosa di interessante.” rispose Gaia.
“Elena della Damage? Ottimo! Puoi dirci la sua posizione?” chiese Lorenzo.
Gaia accese il suo computer portatile. “Adesso è in via Pietro Cossa, ma si sta spostando velocemente. Un momento…”
“Un messaggio?” chiese Giacomo.
“Esattamente. Dice che sarà in piazza Massaua alle 12, non so chi sia il destinatario…”
“Potrebbe essere Davide. Dirigiamoci lì e fermiamola in tempo.” disse Lorenzo, “Bene, Andrea e Gaia prenderanno il 40 al capolinea e aspetteranno l’arrivo di Elena, noi tre faremo da supporto.”
Tutti annuirono. Andrea aveva già sentito della Damage, una crew malavitosa che opera in Piemonte con lo scopo di sopraffare tutte le altre con la violenza.
I due ragazzi presero il pullman e arrivarono in piazza Massaua alle 11:30, corsero verso il 40 e Gaia prese il computer portatile.
“Per fortuna non è salito nessuno. Manomettere il sistema di questi pullman è un gioco da ragazzi.” disse Gaia. I pullman, infatti, si muovevano utilizzando un programma molto semplice che sostituiva completamente l’autista. Inoltre, i mezzi del trasporto pubblico erano dotati da tre anni di armi e rivestimenti in caso di attacco da parte di una crew.
“Manca molto?” chiese Andrea.
“No, ho appena finito. Il nostro mezzo ha un cannone GFR-3200 e un rivestimento BULK-738. Spero che Elena non abbia avuto la nostra stessa idea, anche lei sa impadronirsi dei pullman.”
Gaia chiuse le porte del pullman con il computer e iniziò a guidarlo lentamente. Poco dopo i due ragazzi sentirono degli spari da dietro, e videro un 62 affiancarli. Dentro il mezzo c’era solo una donna, Elena.
“Un 62 con un cannone GTOX-7380 e un rivestimento LUX-320. Dobbiamo abbattere il suo mezzo, non c’è altra soluzione.” disse Gaia.
“Un combattimento tra pullman? Suona bene.” disse Andrea ridendo. Ma c’era ben poco da ridere: i due mezzi urtavano violentemente tra di loro, guidati da Elena e Gaia. I passanti guardavano stupiti, riprendendo con il cellulare il singolare scontro tra due pullman.
“Gaia, apri le porte del pullman. Se riusciamo ad accelerare, svoltare improvvisamente a sinistra e saltare fuori dal mezzo riusciremo a fermare Elena. Il 40 è molto più resistente del 62.” disse Andrea mettendo sotto il braccio la sua mazza da baseball.
“È una follia!” gridò Gaia, “E se non riuscissimo a fermarla?”
“Hai un’idea migliore?”
“No, e pensandoci bene il tuo piano sembra l’unica soluzione. Mi fido di te.” rispose Gaia prendendo in mano il suo portatile e aprendo le porte.
La ragazza accelerò sorprendendo Elena, svoltò improvvisamente e i due saltarono abilmente fuori dal mezzo. Il piano riuscì: il 62 si fermò bruscamente e cadde verso destra. Gaia si rialzò in piedi e controllò che il computer fosse intatto, mentre Andrea chiamò la polizia.
Poco dopo i due ragazzi ricevettero una chiamata di Skype.
“Qui Lorenzo. Avete fermato Elena?”
“Affermativo. Ci stiamo dirigendo verso di voi.” rispose Gaia.
“Ottimo. Propongo di andare dalla F-Crew, potrebbero aver bisogno di noi.” disse Lorenzo.
“O forse uno di noi ha bisogno di Flavia?” disse ironicamente Andrea.
I ragazzi risero qualche secondo, poi Lorenzo riprese: “Questo non ha importanza, ho deciso che andiamo a Le Gru. Ci vediamo lì.” E chiusero la chiamata.
“Sei un tipo in gamba, Andrea. Ho fatto bene a fidarmi di te.” disse Gaia con ammirazione. Andrea sbuffò.
I due ragazzi camminarono verso il centro commerciale, e improvvisamente qualcuno chiamò Andrea.
 

Valerio Giunta

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