I sotterranei della società

Riassunto: O’Connor e Kid ipotizzano che il treno carico d’oro sia ancora nei sotterranei di New York. Con la collaborazione del capostazione Train si apprestano ad esplorale il sottosuolo.

-Deve funzionare! Deve funzionare! Deve funzionare!
-Si riferisce a Morgan?
-Cosa? Carissimo! Vieni, entra!

Il rumore del treno si fece assordante, la luce veniva sempre più dalla lampada che aveva in mano Kid mentre aggrappati sul lato del vagone entravano nel tunnel.
-Respira verso il basso Kid, c’è tropo fumo!
Kid stava su con difficoltà, per poco non gli cadde la lampada.
-Fai attenzione! Qui mandi tutto a fuoco!
-Scusami Carry, stavo scivolando.
-Dai, di qua ci sono i tunnel per le ferrovie. Quando te lo dico salti giù, capito?
Kid annuì.
-Bene, stai pronto.
Passarono alcuni minuti con il solo rumore del treno che rimbombava.
-Ora! – e saltarono giù. Il tunnel ritornò poco a poco silenzioso. Kid volle nuovamente attaccare discorso: -traballa molto, vero?
-No.
Rimase seccato per l’impossibilità di scambiare qualche parola, ma la situazione cambiò mentre si avvicinavano ad un cunicolo.
Kid osservò: -Ecco, come ti dicevo. Guarda qui, troppo basso per un treno normale. Questo non è il nostro.
O’Connor rimase sorpreso: -Ora capisco cosa intendevi, bravo.
-Controlliamo gli altri.
Dopo un controllo generale scelsero un tunnel.
Kid continuò la sua analisi: -Qui il binario è stato staccato, dovrebbe essere qui!
-lì? Fammi vedere. Sulla mappa c’è scritto “Metropolitana Pneumatica, definitivamente chiusa”.
-Cosa significa Pneumatica, Carry?
-Non ne ho idea Kid, non è prudente entrare così.
O’Connor aveva dei sospetti, quindi parlò a bassa voce: -Usciamo. Facciamo finta che non ci interessi. Riguardiamo gli altri posti.
Uscirono come erano entrati. Dopo un breve scambio di parole con Gary Train si diressero a Broadway dove secondo la mappa avrebbero trovato l’uscita della Pneumatica.

Kid osservava la zona: -Non la vedo.
-Nemmeno io.
-Credo che il tunnel sia stato chiuso da troppo tempo.
-Questo aumenta i sospetti. Non possiamo fare molto ora, hai mai bevuto il caffè?
-Si, Perché?
-C’è un bar. Abbiamo passato una giornata impegnativa.
O’Connor guardava un locale da cui veniva una musica allegra. Kid era felice di vederlo aprirsi. Entrarono. L’atmosfera era vivace. Si sedettero e ordinarono.
-Finalmente. Ero troppo stanco.
O’Connor sorseggiava tranquillo quando notò che Kid stava fissando un uomo e una donna seduti ad un tavolo poco distante. L’uomo portava la divisa dell’esercito e parlava molto.
-A Londra scaricheremo l’artiglieria e la useremo contro gli aerei della Luftwaffe.
-Ma come farete con gli U-Boot?
-Baby, basta silurarli appena li vedi.
O’Connor capì subito cosa stava succedendo, si alzò.
-Soldato! come va?
-E tu chi sei? Non mi rompere!
-Agente O’Connor. Ti vuole il comandante in caserma. Subito!
-Oh no, grazie. Ci vediamo, baby.
La donna guardò O’Connor con ammirazione: -Uao, lei sembra una persona importante.
-Lo sono.
Fece un cenno a Kid. Estrassero le pistole.
-Sei in arresto, spia! Kid, la porti al dipartimento all’angolo?
-Certo Carry.

Passarono i minuti e a O’Connor venne un bisogno di liberarsi. Camminò verso il bagno, tranquillamente. Attraversava l’antibagno. In quel luogo regnava il silenzio. Pace. Sentiva il turbamento per quello che aveva visto poco prima e inizio a parlare a sè.
-Volevo vedere un sotterraneo e ho visto un sotterraneo, il sotterraneo della società.
Si chiuse in bagno.
-Kid ci sta mettendo…
Non aveva fretta, sapeva che Kid era sveglio, ma alcune cose lo innervosivano. Si lavò le mani. Aprì la porta per uscire, ma non uscì. Un uomo vestito di nero gli puntava una pistola.
-Buonanotte.

Continua…

Giuliano Giunta

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